Intervista

Cosa è per te il tango?

 Il tango forma parte della mia storia, della mia infanzia e cultura. Mia madre cantava tango tutto il giorno pergalleria casa, mio padre portava dischi di tango e mi raccontava di storie e personaggi, era amico d’infanzia di Piazzola.

Da piccolo trovavo il tango noioso e vecchio, mio padre mi diceva: “El tango te va a esperar y en algun momento de tu vida terminarà atrapandote” Arriverà il momento in cui ti conquisterà.

E così fu: il tempo e la vita a Buenos Aires mi hanno portato a conoscere e comprendere la musica e la poesia, a sentire come le parole raccontano della mia storia personale. Così ho iniziato ad amarlo e a incorporarlo ogni giorno di più.

Ballare è per me esprimere libertà,  passione e fantasia, è sentire nell’abbraccio a una donna la sensazione strana e meravigliosa dei corpi che si uniscono, si fondono e, attraverso la musica, entrano in sintonia.

 

Perché hai deciso di insegnarlo?
 

 

Sempre mi è piaciuto insegnare quello che ho avuto la fortuna e la possibilità di imparare: come architetto sono stato docente per otto anni all’università, come fotografo ho organizzato corsi e conferenze di tecnica fotografica. Con il tango è successo lo stesso: quello che ho ricevuto e appreso dai miei maestri ho voluto trasmetterlo e insegnarlo. In Argentina ho tenuto corsi per quattro anni, ho organizzato milongas e ho creato talleres di tango. All’inizio era solo per passione, poi è diventato un vero lavoro.

Quando sono arrivato in Italia, senza conoscere la lingua e la gente, il tango mi ha permesso di integrarmi e di trovare il mio spazio.

 

Come hai scelto il tuo stile?

 

Ho imparato a ballare da diversi maestri: fra loro principalmente Raul Bravo, Nito e Elba, Gabriel Angiò efigura Natalia Games, Carlos Gavito. Tutti mi hanno lasciato una parte del loro insegnamento e da tutti ho cercato di trarre quello in cui più mi identificavo. Attraverso le diverse influenze si è venuto affermando in me la ricerca di uno stile elegante e passionale, che interpreta le forti emozioni della musica e dell’abbraccio.

Uno stile dove si intreccia il milonguero e il tango salon, dove l’abbraccio stretto si libera per dare spazio al gioco del movimento e della seduzione tra uomo e donna, dove le pause assumono importanza quanto il movimento. In questo modo nasce una forma di ballo libera, senza strutture, che cerca in ogni pezzo l’interpretazione, l’improvvisazione. Il sentimento nel ballo cambia costantemente, come in ogni momento della nostra vita siamo diversi, ogni tango lo viviamo in modo diverso, d’accordo alla relazione che si crea con la persona che balla con noi.

Cerco uno stile che permetta di esprimere queste sensazioni e trovare il completo coinvolgimento con la donna che mi accompagna, interpretando la musica con sincerità, come ho detto, da dentro.

Se dovessi definire il mio stile direi che nasce dalla fusione della passione e del sentimento, con momenti energici e forti e momenti lenti e pausati, senza dimenticare l’importanza dell’eleganza e della pulizia del passo che deve esistere in tutto il ballo.

 

Qual è la tua didattica?


 Generalmente i corsi sono organizzati in lezioni settimanali di un'ora e mezzo, i primi 15 minuti sono dedicati alla tecnica, postura ed equilibrio, successivamente iniziamo a camminare in coppia cercando sempre sincronia e sintonia. In ogni lezione insegno una figura e la forma di inserirla nel ballo, senza una struttura rigida e predeterminata, ma interpretando la musica e l’emozione che suscita; durante la lezione invito a cambiare di compagno, per far capire meglio la marcacion. Alla fine facciamo gli ultimi 15 minuti di pratica liberi assistita.

Ultimamente in alcuni corsi ho iniziato a mostrare filmati che raccontano di personaggi e storie di tango, orchestre, cantanti e ballerini, per far conoscere le origini e il significato di questo pezzo di cultura argentina.

Molti mi chiedono quanto tempo è necessario per imparare a ballare. Non c’è, ovviamente, un tempo prefissato: dipende dall’attitudine individuale, dal tempo dedicato, dal grado di affiatamento della coppia, dal desiderio di apprendere e dal livello di perfezionamento che si desidera. Io ballo da più di 15 anni e continuo a viaggiare a Buenos Aires a prendere lezioni con i miei maestri.

                                                    Alejandro Juan Ferrante

 

© 2017 Alejandro Ferrante, Tango e Arte
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